In Italia 309mila eventi e 25 milioni di partecipanti

Un comparto dinamico, con significativi volumi di attività e un evidente impatto sull’economia del paese, ma piuttosto frammentato e ancora poco internazionale: nel 2014 si sono svolti su tutto il territorio nazionale 309mila eventi – il 9% dei quali internazionali – che hanno coinvolto 25,5 milioni di partecipanti per un totale di 38,2 milioni di presenze. La durata media è stata di 1,5 giorni (in linea con quella di Germania e Regno Unito) e la dimensione media, pur nell’estrema eterogeneità delle casistiche, di 83 partecipanti per evento.
È la fotografia che emerge dall’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi, il nuovo studio statistico promosso da Federcongressi&eventi e condotto dall’Alta Scuola in Economia e Relazioni Internazionali (Aseri) dell’Università Cattolica con il coordinamento di Roberto Nelli, presentato a Roma presso la sede dell’Enit. “Un risultato importante”, ha sottolineato il presidente di Federcongressi&eventi , Mario Buscema, “soprattutto perché negli altri paesi sono le istituzioni a monitorare il mercato, mentre in Italia se ne è fatto carico un’associazione di privati. Ci auguriamo che l’Osservatorio, e le evidenze di rilevanza economica del comparto che ne emergono, servano ora a riaprire un dialogo con le istituzioni, Enit in primis”.
Questa prima edizione dello studio non include dati di impatto economico, previsti invece per quella successiva. Federcongressi&eventi, ha dichiarato Buscema, comincerà da subito a predisporre i nuovi questionari per cominciare a diffonderli già a gennaio: l'obiettivo è arrivare alla convention nazionale dell’associazione, prevista per fine marzo, con un primo aggiornamento dello studio ai dati 2015.
A presentare i risultati dell’indagine è stato Roberto Nelli: “Il questionario di indagine è stato inviato a 5.786 sedi per eventi di tutte le tipologie: le 447 risposte ottenute rappresentano in modo statisticamente significativo l’universo di riferimento, con un indice di rappresentatività del 95%, quindi pienamente accettabile. Gli eventi considerati partono da un minimo di 10 partecipanti e da una durata minima di 4 ore”.

Le tipologie di committenti

Il primo dato da segnalare è quello relativo ai committenti: escluse le fiere, la maggior parte (77%) degli eventi che si sono svolti in Italia sono stati promossi da aziende, associazioni, enti e istituzioni. Nello specifico, considerando come totale il numero di eventi che fanno capo a queste tipologie di committenti, le aziende ne hanno promosso il 56% (con il 40% dei partecipanti), le associazioni il 33% (con il 48% dei partecipanti) ed enti e istituzioni di tipo governativo, politico, sindacale e sociale l’11% (con il 12% dei partecipanti). Il mercato è dunque dominato dagli eventi aziendali, ma sono quelli associativi, cioè i congressi, che hanno maggiori dimensioni e catalizzano il maggior numero di partecipanti.

Il ruolo delle agenzie

L’indagine indica che solo il 26% degli eventi che si sono svolti nel paese è stato contrattualizzato da agenzie: in particolare, il coinvolgimento delle agenzie è risultato percentualmente maggiore per eventi ospitati negli alberghi ( al 31%) e nelle dimore storiche (al 22%).

Provenienza dei partecipanti

Si conferma la dimensione ancora poco internazionale del mercato: secondo l’indagine il 60% degli eventi ha avuto un ambito di riferimento locale, cioè partecipanti provenienti prevalentemente dalla stessa regione dove gli eventi si sono svolti, e il 31% un ambito nazionale. Solo il 9% degli eventi si è caratterizzato come internazionale, cioè con un numero significativo di partecipanti provenienti dall’estero.
La geografia degli eventi e delle sedi
Emerge dall’Osservatorio una forte disparità di attività nelle diverse aree d’Italia: dei 309mila eventi rilevati, il 57,5% si è svolto al nord, il 26,1% al centro e il 16,4% al sud e nelle isole. Ripartizione dei partecipanti e durata degli eventi sono state proporzionali al numero degli eventi, confermando il nord Italia come area a maggiore livello di attività nel paese. Del resto, il 50% delle sedi per eventi italiane è concentrata nel nord; il centro ne conta il 28% e il sud l’8%. La frammentazione è molto elevata: dei circa 2mila comuni italiani che hanno sedi per eventi, di qualunque tipologia, il 62% ne ha soltanto una. Ci sono solo 22 città che hanno almento 20 sedi per eventi, e solo 3 che ne hanno più di 100: Roma con 423, Milano con 215 e Firenze con 113 sedi.

Le sedi più utilizzate

Il primato va agli alberghi congressuali, che sono il 71% di tutte le sedi analizzate e dove nel 2014 si è concentrato il 76% degli eventi svolti in Italia. Il numero di partecipanti (il 46% del totale) indica però che gli alberghi sono utilizzati prevalentemente per eventi di piccole dimensioni. I centri congressi, al contrario, costituiscono solo il 2% delle sedi ma hanno ospitato il 5% degli eventi e il 13% dei partecipanti. I dati indicano inoltre che nei centri congressi si svolgono eventi di durata superiore alla media e con una maggiore componente di partecipanti internazionali. Buona performance anche da parte delle dimore storiche non alberghiere: rappresentano il 13% delle sedi italiane e hanno ospitato il 6,5% degli eventi e il 7% dei partecipanti. Percentuali di utilizzo residuali sono rappresentate dalle sedi fieristiche e da altre tipologie di location, quali sedi istituzionali, spazi non convenzionali, arene e centri sportivi, teatri, cinema e auditori.

Tariffe e previsioni di fatturato

In mancanza di uno studio precedente con dati equiparabili, il trend economico è stato rilevato attraverso le tariffe applicate: il 71% delle sedi per eventi che ha partecipato all’indagine ha dichiarto di non avere aumentato i prezzi nel 2015 ripetto al 2014. Fra quelle che invece le hanno aumentate spiccano gli alberghi a 4 e 5 stelle, mentre i centri congressi le hanno ridotte nel 16% dei casi. In termini di fatturato, metà delle le sedi – di tutte le tipologie – ha espresso ottimismo riguardo a una possibile crescita nel 2015.
div 12 2

Utilizziamo i cookies per migliorare l'esperienza dell'utente e la qualità del sito.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo