Networking negli eventi

5 tecniche low-cost per creare interazione fra i partecipanti


Chi riesce a conoscere 10 persone nelle prime due ore dell’evento di lavoro cui sta prendendo parte è all’80% più probabile che parteciperà anche alla successiva edizione della manifestazione. La statistica conferma quanto già si sapeva: gli eventi di business hanno valore per i partecipanti non solo per i contenuti che vi si presentano, ma anche per i contatti e le relazioni professionali che permettono di acquisire.
E le attività di networking sono spesso la spina nel fianco degli organizzatori, sempre alla ricerca di nuove idee per facilitare l'interazione e la collaborazione fra i partecipanti, vincendo la forza che li attrae verso il loro smartphone o la tendenza a relazionarsi con chi, eventualmente, conoscono già.
A presentare alcune tecniche creative e low cost per stimolare la conversazione fra delegati è stata Sharon Fisher dell’agenzia americana Play with a Purpose (che ha anche fornito la statistica iniziale) in una sessione svolta durante l’IMEX America e riportata da Meetingsnet.com. Delle tecniche proposte, riportiamo le 5 che ci sono parse “più” diverse dal solito.

1. Badge fai-da-te

L’idea è quella di allestire uno o più desk attrezzati con pennarelli, adesivi e decorazioni varie affinché ogni partecipante disegni il proprio badge e lo personalizzi come meglio crede, magari anche scrivendovi sul retro cosa si aspetta dall’evento. I badge fai-da-te sono ottimi spunti di conversazione, sia durante che dopo la loro realizzazione. Inoltre, i desk sono una sponsorizzazione facile da ottenere, perché gli sponsor possono interagire con i partecipanti mentre sono all'opera.

2. Quello che si ha in comune

La tecnica più utilizzata per stimolare il networking fra partecipanti che non si conoscono è organizzare un momento di benvenuto, con aperitivo o simili. Per un effetto più incisivo, vi si può aggiungere un piccolo gioco basato su ciò che le persone hanno in comune. Si dividono i partecipanti in piccoli gruppi, ognuno dei quali deve trovare il maggior numero di aspetti che ne accomunano tutti i componenti (per esempio l’animale domestico, il capo difficile, la passione per il gelato o cose del genere). Il gruppo che trova più cose in comune è il vincitore. Il gioco consente di proseguire successivamente la conversazione partendo proprio dalle cose che si hanno in comune con l’interlocutore.

3. Il muro delle parole

Si tratta di allestire un muro/pannello su cui i partecipanti possono scrivere rispondendo alla domanda o alla frase proposta dagli organizzatori. La tecnica è stata utilizzata anche in alcune conferenze TED, dove sul pannello campeggiava la scritta “prima di morire vorrei…”. Ciò che scrivono gli altri (meglio dunque fornire pennarelli dalla punta spessa, affinché le scritte siano facilmente leggibili) è per i partecipanti un’efficace strumento di distrazione dal proprio smartphone e un possibile spunto di conversazione e di commenti.

4. La morra cinese

Un altro gioco “rompighiaccio” da utilizzare durante il momento di benvenuto all’evento è il campionato di morra cinese (carta-forbice-sasso), più efficace e coinvolgente come stimolo alla conversazione del semplice sorseggiare un drink. Si parte a coppie, disputando una partita in tre giochi. Chi perde entra nella squadra del vincitore, il quale cerca un altro vincitore con cui giocare. Anche questa volta, il perdente (con il suo compagno) entra nella squadra del vincitore, e così via fino a che tutti i partecipanti sono divisi in due team.

5. Cosa posso fare per te

Una variante – più gradita agli introversi – della comune presentazione introduttiva in cui ogni partecipante racconta qualcosa di sé in 30 secondi. L’idea qui è di fare scrivere a ognuno, su un biglietto da posizionare nel portabadge, qualcosa che ne identifichi i punti di forza e gli obiettivi, per esempio completando le frasi “ti posso aiutare con…” e “vorrei imparare a…”.
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